I Quadri di Paolo Spagnul

Tra le personalita' emerse nel corso di pittura che ho tenuto presso l'Accademia Belle Arti di Udine è senz'altro quella di Paolo Spagnul per la rivelazione di una innata capacita' espressiva nel sentire il gesto, il colore e la materia pittorica.

Ha subito messo in pratica l'insegnamento che la pittura deve dare un corpo alle cose e il quadro nasce proprio nel momento in cui idea e colore entrano in simbiosi come sentimento assolutamento umano. Tra i suoi temi riusciti “il mondo della laguna” risolto con un vorticismo che trasmette vitalita' e colori. Il canneto che sibila nel vento. L'azzurro intenso del cielo che diviene acqua. Terra, radici, foglie, e i tamerici che nascondono il cormorano o il volo del gabbiano.

Emozioni dilatate nell'aria...frammenti di natura da toccare e magari calpestare. Apparizioni che salgono come steli dall'erba selvaggia, sgocciolature, un dripping continuo che la tela di lino raccoglie . Incomincia la lotta per distruggere quello che c'era prima, per ricominciare e mettere armonia tra l'occhio e le forme come un sogno risvegliato.

M° Gianni Borta.

 

Finche' il fiore risplenderà sulle miserie umane....parafrasi fin troppo facile del verso foscoliano relativo alla poesia che rimane vigile testimone, finchè il sole risplende sulla vita umana. Cosi potremmo presentare Paolo Spagnul che apre le pagine della natura trasformandole in carta e in tela nella sua ricca produzione che benchè abbastanza recente, sta diventando copiosissima e generosa.

E cosi ecco il "Soffione impalpabile" ricco del suo stelo che dalla terra si eleva verso il cielo, quasi invisibile enigma dell'esistenza. E poi "Dopo la pioggia" un quadro liquido di umori acquei mentre "In mezzo alla colza" ci rimanda a gialli fragorosi che sembrano mordere la tela.

Si sfilacciano nel vento anche i "Papaveri al vento", mossi dal quel mistero della vita che è l'aria, mentre "Disteso in un campo di papaveri" ci trasforma il pittore in un cantore della natura che quasi si confonde con essa in un divenire panico, la natura tutto, tutto nella natura e tutto per la natura.

L'inno al giallo lo vedi anche nel "Giallo Colza" e "Il respiro del prato ci consegna un alito interiore che non sai osservare dove viene e dove va, perche' il vento che attraversa le cose è proprio cosi. Il sole si puo' sorseggiare e lentamente godere, cosi ci dice "Bevuta di sole", di luce che risuona sulle cose con gioioso passo.

In "Papaveri" è il rosso a spingerci verso l'alto con lo sguardo e la fantasia,mentre in "Giungla" dobbiamo apprezzare l'intreccio cromatico e l'incedere del segno che tutto avvolge. Gli "Aironi nel tramonto" sono speciali e affascinanti come una "Tarda primavera" che si coniugherà con un "Plenilunio di luglio" in cui potrai distinguere il passo lungo della notte che arriva con il suo respiro affannato per quel caldo che l'accompagna quasi diligente approccio al buio assoluto.

Ma l'artista nel suo vagheggiare le stagioni, viaggi anche con la leggera corsa che ci accompagna nel "Rosso Carso" e nel "Rubrum autunnalis", mesto ascolto dell'autunno che porta con se' consolazione di colore, finchè tutto diventerà bianco, per un nuovo inverno, canone inverso dell'estate gialla. E la stagione va, come la nostra vita, un lungo seguitare, una muraglia carica di colori inarrestabili.

Prof.Vito Sutto.

 

Note biografiche

Paolo Spagnul nasce a Palmanova, classe 1960. Cresce ad Aquileia ove lo spazio dei giochi è uno spazio antico, antiche mura, vestigia romane… Il contatto con il “bello”, con i resti romani sono cose scontate e quotidiane.

Riceve una formazione razionale-scientifica che lo porterà ad una professione che vivrà in maniera intensa a 360 gradi. Nel 1985 si laurea in medicina e dopo qualche anno sente la necessità di ampliare la propria visione professionale, da una medicina incentrata sulla malattia ad una medicina incentrata sul paziente, sulla persona.

Da allora ha seguito un percorso che lo ha portato ad approfondire il concetto di medicina olistica, integrazione di diverse metodiche che mettono al centro l’uomo in tutte le sue manifestazioni.

Da questo impegno e dal desiderio di conoscere gli aspetti più sottili dell’animo umano, non solo nella patologia, è sbocciata improvvisamente la passione per la pittura. Ha frequentato il corso di pittura libera del M° Gianni Borta presso l’Accademia di Belle Arti GB Tiepolo di Udine. Ha potuto sperimentare l’apertura rapida ed evolutiva di un canale espressivo che lo sta affascinando e che gli permette di esprimere con spontaneità la propria vis creativa.

Nella sua pittura rappresenta la forza della natura che si fa colore e forma, oltre ogni apparenza visiva. Sulla tela cerca di rappresentare ciò che vede oltre la realtà e non solo con gli occhi.

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